Comunicato Stampa
 
 

Comunicato Stampa

52° Congresso Nazionale SIR – Obesità e malattie reumatiche

Elisa Gremese al 52° Congresso della Società Italiana di Reumatologia: “obesità e artrite reumatoide, un legame strettissimo”

 

Rimini, 27 novembre 2015 – Negli ultimi anni è emerso un’importante legame tra l’eccesso di tessuto adiposo, quindi l’obesità, e le malattie infiammatorie croniche articolari come l’artrite reumatoide e le spondiloartriti sieronegative. Ad affermarlo è stata la Dottoressa Elisa Gremese, ricercatrice presso la Divisione di Reumatologia – Università Cattolica del Sacro Cuore, durante la 52° edizione del Congresso nazionale della Società Italiana di Reumatologia, in corso in questi giorni a Rimini.

Come ha spiegato l’esperta, l’obesità è considerata una patologia a basso grado di infiammazione, perché il tessuto adiposo «è responsabile della produzione di molecole dette citochine o adipochine, in parte specifiche del tessuto stesso e in parte condivise con i meccanismi dell’infiammazione sistemica generale, che possono contribuire al carico delle malattie infiammatorie».

Lo stretto legame tra obesità e malattie infiammatorie articolari, quindi, è dato dal fatto che «è ormai evidente l’associazione tra una maggiore incidenza dell’artrite reumatoide (malattia cronica articolare più frequente) e obesità – ha spiegato ancora la Dottoressa Gremese -. Inoltre, diversi studi hanno dimostrato che i pazienti in sovrappeso e obesi soffrono di una forma di artrite reumatoide più aggressiva e resistente alle terapie, compresi i farmaci biotecnologici».

È importante sottolineare, però, che l’obesità, essendo uno dei pochi fattori di rischio modificabili, può rappresentare un punto di intervento importante per migliorare la condizione del paziente. «Alcuni dati preliminari di studi recenti indicano come un calo ponderale, ottenuto attraverso una dieta controllata da un nutrizionista, può portare ad un miglioramento sostanziale della malattia. Tra i principali benefici legati alla perdita di peso c’è la riduzione del dolore strettamente legato all’obesità, dei parametri di infiammazione sistemica e del numero di articolazioni dolorose, gonfie e tumefatte, riconducibili alla malattia infiammatoria» – conclude Gremese.

 

 

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