23/03/2015

Quello che le aziende non capiscono di Facebook

I social network annullano la mediazione tra azienda e utenti. Sono pronte le aziende a tradurne le implicazioni?

images-1La maggior parte delle aziende capisce che il mondo dei consumatori non è più lo stesso, da Facebook (e i social in generale) in poi. Capiscono che su Facebook è possibile intereccatre direttamente, e senza mediazioni, l’utente-target, e che quell’utente è a sua volta in grado di viralizzare l’interazione – negativa o positiva che sia. Capiscono dunque di non potere non essere social pure loro.

Quello che le aziende non capiscono ancora, tuttavia, o comunque non con la consapevolezza dovuta, è che Facebook non è  un giornale online dalla platea sterminata, ma uno spazio di conversazione. Su Facebook, quindi, non si va a postare articoli con l’obiettivo di informare, ma si va acondividere contenuti con l’obiettivo di conversare, alla pari. Tra amici, appunto.

L’azienda può non essere culturalmente attrezzata per un così radicale cambiamento di “verso” nella propria comunicazione – dal one-to-many al many-to-many. Il rischio di fraintendere i social – e la sostanziale rivoluzione dell’empowerment che ne consegue – è l’epic fail. E questo nessuna azienda, nemmeno la più robusta, è in grado di sopportarlo.

All’azienda serve una strategia intelligente di comunicazione integrata, non pacchetti di like un tanto al chilo.

@ValueRelations