Medicina e tecnologia

Quando la medicina sposa la tecnologia

Ian è paralizzato dal collo in giù da quattro anni a causa di un incidente. Ma ora un team di ricercatori ha inventato un chip che una volta impiantato nel cervello del ragazzo gli ha permesso di recuperare la mobilità di mano e polso.

L’ultima volta che Ian Burkhart ha potuto muovere una mano è stato nel 2010, anno dell’incidente che lo ha totalmente paralizzato dal collo in giù all’età di 20 anni.

Paralisi

Foto AdnKronos

La paralisi implica l’interruzione dei percorsi lungo i quali corrono i segnali tra il cervello e i muscoli,  non permettendo più di compiere alcun movimento. Nel tempo sono stati inventati dei sistemi per aiutare chi è paralizzato a riacquistare la mobilità degli arti: braccia e gambe robotiche che sostituissero quelle paralizzate. Ma nessun sistema è mai riuscito a ripristinare in tempo reale il movimento nell’uomo. Almeno fino ad oggi.

Il team di ricercatori che ha seguito il giovane Ian ha infatti ideato un chip, ovvero sistema elettronico di bypass neurale, che una volta impiantato nel cervello del paziente ripristinasse i collegamenti tra cervello e muscoli.

Dopo tre sedute a settimana per poco più di un anno, Ian è riuscito a riacquistare una certa mobilità della mano, che gli ha permesso di articolare un singolo dito e di compiere sei diversi movimenti del polso e della mano. In questo modo è riuscito a svolgere e a portare a termine azioni impossibili prima dell’intervento.

Seppur ci siano ancora degli accertamenti da fare su questo sistema innovativo, gli autori della sperimentazione si dicono convinti che questo lavoro farà avanzare la tecnologia delle “neuroprotesi” dedicate a persone che convivono con gli effetti di una paralisi.

Qui trovate tutti i dettagli.