Realtà Virtuale

La realtà virtuale contro la solitudine della lungodegenza

Un progetto che sfrutta la realtà virtuale per alleviare il senso di solitudine e isolamento causati dai ricoveri prolungati. Ecco cos’è Joy.

Il ricovero prolungato in ospedale, anche quando non dovuto a cause particolarmente gravi, può portare con sé un certo senso di solitudine e di isolamento dalla società. Per questo motivo una compagnia di assicurazioni australiana ha voluto lanciare Joy, un progetto che regala ai pazienti un’esperienza di realtà virtuale in grado di alleviare questo senso di solitudine.

faloIl meccanismo? Far vivere ai pazienti alcune storie, scelte da loro e raccontate da uno dei personaggi, che 
riproducono momenti di convivialità e comunità, immersi in ambienti naturalistici. Un’ambientazione tipica è quella del falò: storicamente, radunarsi intorno al fuoco per raccontarsi storie e stare insieme è un momento importante della comunità. Si è visto che osservare il fuoco ha effetti psicologici positivi e lo stesso vale per i paesaggi naturalistici in generale, perché aiutano a ridurre l’ansia e la depressione, a far calare la pressione sanguigna e ad attivare il sistema nervoso parasimpatico.

E Joy, grazie al tipo di tecnologia con cui è prodotto, permette di farne uso anche ai pazienti con importanti paralisi.

Qui tutte le informazioni.