Storia

E se il Tenente Colombo avesse origini milanesi?

Colombini e colombine. Una storia di solidarietà nata a Milano e che sta all’origine di uno dei cognomi più diffusi nella regione.

“Sotto le ali della colomba”: era così che si diceva dei bambini lasciati alla ruota degli esposti dell’ospedale Maggiore, oggi Policlinico di Milano. Nel corso del tempo furono chiamati “figli dell’Ospitale” e poi “colombitt”, per via del simbolo della colomba.

Il fenomeno fu così intenso che alla fine del ‘700 il brefotrofio dovette staccarsi fisicamente dall’ospedale e arrivò ad avere in carico fino a 10 mila bambini. Talmente tanti che il soprannome “colombitt” divenne, col tempo, il cognome “Colombo”. Ed è oggi uno dei più diffusi in Lombardia.

Le balie in un dipinto del XVII Secolo sull'attività dell'ospedale Maggiore (foto Policlinico di Milano

Le balie in un dipinto del XVII Secolo sull’attività dell’ospedale Maggiore (foto Policlinico di Milano)

L’intenzione dei genitori che lasciavano i figli alla ruota era, tuttavia, quella di riprenderseli un giorno, non appena fosse stato loro possibile. Perché spesso coloro che sceglievano questa via non erano emarginati, ma famiglie di lavoratori poveri.

Insieme al bambino, infatti, veniva lasciato un “segnale”, cioè qualcosa che potesse in futuro testimoniare l’appartenenza del bambino alla famiglia naturale. Poteva trattarsi di monete, biglietti della lotteria, una carta da gioco o, più spesso, immagini sacre tagliate a metà: una veniva lasciata al bambino, l’altra ai genitori. Sopra potevano esserci informazioni più “pratiche”, come nome, data di battesimo e condizioni di salute del piccolo.

Ma come funzionava il brefotrofio? Una volta presi in custodia, l’ospedale affidava i bambini a delle balie nelle campagne, pagando a queste un salario più tutto l’abbigliamento e il corredo fino a 15 anni. Una storia di solidarietà forse poco nota, ma che ha lasciato tracce anche nell’arte.

Fonte: Andkronos