Comunicato Stampa
 
 

Comunicato Stampa

Un milione e mezzo di “badanti” nel nostro Paese. Italia Longeva riunisce a Roma il primo tavolo di confronto

Politici, professionisti della Sanità, demografi, esponenti del sindacato e associazioni familiari: Italia Longeva li ha riuniti per la prima volta all’Università Cattolica di Roma, per una riflessione strutturata sui profili sociali, professionali, giuridici e sanitari dell’assistenza familiare


Roma, 11 Giugno 2014 – “Siamo l’unico Paese al mondo ad avere circa un milione e mezzo di assistenti familiari:
un numero incredibile di cosiddetti ‘badanti’. Rivela il tentativo di apprestare un’assistenza suppletiva per i nostri anziani, fra i più numerosi al mondo, che altrimenti potrebbero contare su un numero insufficiente di letti nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (solo 400mila letti, un record negativo: coprono circa il 3,5% degli over 65, mentre nessun Paese europeo si attesta sotto al 7%), o su prestazioni domiciliari ancora molto inferiori alla media europea (garantiscono servizi a meno del 2% degli ultrasessantacinquenni: nessun Paese in Europa si attesta al di sotto dell’8%). È un fenomeno socio-sanitario, demografico e culturale con il quale siamo a contatto ogni giorno e sul quale, incredibilmente, nessuno fino ad ora aveva proposto una riflessione organica e strutturata. Italia Longeva, che è impegnata a tutto campo sulle problematiche che coinvolgono la terza età, ha quindi pensato di riunire oggi, all’Università Cattolica di Roma, tutti gli attori coinvolti nell’analisi, nel supporto e nella gestione dell’assistenza familiare. Un fenomeno, ripeto, che in nessun altro Paese si presenta diffuso e capillare come in Italia: dalle Alpi alla Sicilia e nella stragrande maggioranza delle nostre famiglie”. Così Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva e Direttore del Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico A. Gemelli di Roma, ha presentato la giornata di confronto che si è svolta oggi a Roma, e che per la prima volta ha restituito una fotografia aggiornata – anche grazie ai dati presentati dall’Istat e dal Censis – dell’assistenza familiare in Italia.

“I nonni italiani – ha proseguito Bernabei – nella maggior parte dei casi hanno ancora un’abitazione di proprietà, nella quale i loro figli, anche in risposta alle carenze dei servizi cui accennavo, scelgono di continuare ad assisterli grazie al supporto di un vero e proprio esercito di assistenti familiari, non sempre in regola e non sempre adeguatamente preparati. Riguardato dal punto di vista del sistema è una sorta di servizio socio-sanitario parallelo, garantito da operatori della cui formazione nessuno sembra preoccuparsi abbastanza. Al contrario, l’Università Cattolica di Roma, attraverso il Centro di Ricerca, Promozione e Sviluppo dell’Assistenza Geriatrica (Cepsag) ha intrapreso da anni uno sforzo di professionalizzazione della figura dell’assistente familiare: migliaia di ‘badanti’ formati nel cuore del Policlinico A. Gemelli; una goccia nell’oceano a fronte del milione e mezzo di assistenti familiari presenti in Italia, e tuttavia sufficiente a ricordare a tutti che le conoscenze di un semplice collaboratore domestico non possono essere le stesse richieste a una persona impegnata a prendersi cura di un anziano, magari non del tutto autonomo o comunque affetto da diverse cronicità. C’è poi la questione sociologica e previdenziale: che prospettive hanno i ‘badanti’ che lavorano in Italia, non sempre in regola e spesso sprovvisti di un titolo che riconosca e certifichi la loro professionalità? Torno a sottolineare che parliamo di circa un milione e mezzo di lavoratori, in molti casi stranieri, che quindi impongono una riflessione anche di carattere sociale: quale sarà il destino dei loro figli? E chi assisterà i nostri assistenti familiari, quando a loro volta invecchieranno?”.

Per rispondere a tutte queste domande, il convegno di oggi – “L’assistente familiare in Italia
dalla formazione ai problemi sociali e di integrazione” – ha riunito per la prima volta esponenti politici – fra i relatori il sottosegretario al Ministero della Salute, Vito De Filippo –, professionisti sanitari, rappresentanti dei  sindacati ed esponenti di associazioni, sorte spontaneamente proprio per far fronte alle tante questioni  sollevate dall’assistenza familiare. Un fenomeno tutto italiano, nel quale l’anziano dipende, dal punto di vista delle necessità primarie, dal proprio dipendente: un’iperbole sinora quasi del tutto trascurata, a livello istituzionale, nel nostro Paese, capace di generare problemi complessi sui quali Italia Longeva ha deciso di stimolare un dibattito costruttivo.     

Tag consigliati: assistenza familiare, badanti, anziani, Italia Longeva, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

 

Italia Longeva

Italia Longeva è la Rete nazionale di ricerca sull’invecchiamento e la longevità attiva istituita dal Ministero della Salute, con la Regione Marche e l’IRCCS INRCA, per consolidare la centralità degli anziani nelle politiche di sviluppo, fronteggiare le crescenti esigenze di protezione della terza età e porre l’anziano come protagonista della vita sociale. Il network Italia Longeva si propone di mettere in rapporto tra loro competenze scientifiche sanitarie, sociali, economiche e tecnologiche, mantenendo una strategia di completa apertura verso le nuove adesioni e le “contaminazioni” disciplinari. In particolare, Italia Longeva ha l’obiettivo di promuovere la sperimentazione di soluzioni innovative in campo clinico e assistenziale, ma non esaurisce le sue aree di competenza in questo ambito: ha l’ambizione di porsi come interlocutore privilegiato in tutti i settori della società che sono oggi influenzati dalla “rivoluzione” della longevità diffusa. I progetti che intende promuovere non sono solo sperimentazioni classiche dei trial clinici o studi epidemiologici, ma l’interesse del network investe anche settori quali quello della domotica e dell’Ambient Assisted Living, e del mondo produttivo in generale, nell’ambito del cosiddetto silver market, il mercato dei consumatori anziani.

 

CEPSAG
Il CEPSAG (Centro di Ricerca per la Promozione e lo Sviluppo dell’Assistenza Geriatrica) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, da tempo impegnato nella ricerca e nella didattica, nella promozione e diffusione di una cultura gerontologico-geriatrica, nonché di tecnologie e strumenti rivolti al miglioramento in ambito assistenziale e nell’organizzazione dei servizi geriatrici, opera nella convinzione che la condizione delle persone anziane può essere affrontata principalmente attraverso un cambiamento culturale.

Di fronte alle difficoltà crescenti delle famiglie nell’assistenza ai parenti anziani, dal 1999 il CEPSAG ha lanciato corsi di formazione per assistenti familiari: i primi in assoluto in Italia, divenuti modello e paradigma adottato successivamente da enti pubblici e privati in tutto il Paese. La partecipazione ai Corsi del CEPSAG offre l’opportunità di svolgere il tirocinio presso i Reparti del Centro di Medicina dell’Invecchiamento del Policlinico A. Gemelli, sotto la supervisione dei responsabili infermieristici. Ad oggi sono oltre 2.100 le persone che hanno frequentato i corsi promossi dal CEPSAG, provenienti da 56 nazioni europee ed extraeuropee. Soprattutto negli ultimi anni si è registrato un interesse crescente, da parte degli italiani, per un lavoro di assistenza agli anziani: da una percentuale del 4,6% tra il 2004 e il 2008 al 18,5 % nel quinquennio 2009-2013. Dal 2005 ha preso il via un’ulteriore iniziativa, lo Sportello “ACCANTO ALL’ANZIANO”, situato all’ingresso del Centro di Medicina dell’Invecchiamento (Ce.M.I) del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”: dispone di una banca dati con oltre 1.000 nominativi di persone in possesso di attestato di formazione rilasciato alla fine dei Corsi per assistente familiare dall’Università Cattolica del

Sacro Cuore. Dal 2005 a oggi lo Sportello ha ricevuto oltre 5.000 richieste, motivate prevalentemente dalla necessità di assistenza per persone con demenza (60%), al secondo posto per persone con disabilità fisica (20%) e per il restante 20% dettate da necessità di carattere psico-sociale (compagnia a persone anziane sole, esigenza di maggior sicurezza da parte dei familiari).

 

Per ulteriori informazioni:

Andreina De Pascali                                                                                 Marco Giorgetti

tel. 06 30155882 – 06 3388546                                                                        

cell. 339 8916204                                                                                                                         tel. 02 20241357                                                                                                                                                                                                                               cell. 335 277223                                              

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Nicola Cerbino
Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione – Università Cattolica Sede di Roma – Policlinico universitario A. Gemelli

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