Comunicato Stampa
 
 

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Pharma italiano al primo posto al mondo per crescita dell’Export: risorse umane e capacità di attrarre investimenti le principali leve del successo

Ieri, a Roma, una serata dedicata da AboutPharma alla storia e alla leadership nel Life Science. Presenti Ceo di aziende biofarmaceutiche, esperti di Executive Job Searching ed esponenti della finanza

Roma, 4 Dicembre 2015 — Il biofarmaceutico è il settore in cui l’Italia è al primo posto al mondo per crescita delle esportazioni dal 2010 a oggi. Lo ha ricordato Carlo Riccini, Responsabile Area Centro Studi di Farmindustria, aprendo la serata di ieri dedicata da AboutPharma alla storia dell’industria farmaceutica e alla leadership nelle imprese del Life Science. 

L’incontro, al quale hanno partecipato anche Marina Del Bue, Executive Director di Molmed, Fabio De Luca, General Manager di Angelini, Francesco Di Marco, Amministratore Delegato di Amgen e Fabrizio Greco, Amministratore Delegato di Abbvie, è stato l’occasione per presentare il nuovo libro di Leonardo Frezza — “Business, Scienza e Farmaci” — noto consulente nel job searching di figure apicali per il comparto farmaceutico e delle biotecnologie. “Facendo leva sulla scienza e sulla leadership  dei manager che operano nel settore — ha sottolineato Frezza — il Pharma è stato in grado di divenire un campo di focalizzazione anche per istituti di credito e fondi di Private Equity”. Per questi investitori istituzionali, un management forte e un Ceo ispirato rappresentano i principali criteri di selezione delle aziende su cui puntare. “Anche per questo — ha concluso Frezza — per le aziende del Pharma sta divenendo sempre più strategico aprirsi ai manager di altri settori, in ossequio al principio della ‘cross fertilization’, che si sta rivelando una chiave importante per portare valore aggiunto ad alcune società dell’Healthcare, benché altre continuino a privilegiare la forte specializzazione nel Life Science“. 

Un valore particolarmente apprezzato da un grande gruppo bancario italiano, Intesa Sanpaolo, rappresentato nel corso della serata da Eugenio Afelici, responsabile Industry Healthcare Italia, e da Guido Austoni, responsabile della Industry Healthcare and Chemicals International — che per primo ha avuto l’idea di costituire una struttura dedicata al Pharma, proprio per aiutare le aziende farmaceutiche italiane a crescere. Nel suo ruolo di sostegno alla ripresa dell’economia reale, Intesa Sanpaolo è partner finanziario e industriale di riferimento per i principali player del comparto farmaceutico. Siamo al fianco di tutte le imprese che compongono la catena del valore del settore, dalla produzione di principi attivi allo sviluppo di dispositivi medici, dalla distribuzione al settore sanitario privato”, ha commentato Eugenio Afelici. “Grazie ad un team di coverage della clientela specializzato sull’Industry Healthcare, siamo in grado di fornire alle aziende una gamma completa di prodotti tailor-made e un supporto decisivo all’internazionalizzazione, attraverso il nostro network diffuso in 28 Paesi”, ha concluso Guido Austoni.

Inoltre le capacità finanziarie delle banche e l’intuito del top management nell’individuare sinergie di conoscenza e di portafogli prodotti, convergono spesso, nel farmaceutico, in operazioni di M&A capaci di creare nuovo valore. Altro filone in crescita, quello delle operazioni straordinarie, anche nel Pharma italiano — ha ricordato Helen Roberts, Of Counsel dello Studio legale Bonelli Erede —, sostenuto dalla liquidità delle banche, dalla maggiore complessità delle moderne terapie farmacologiche e dalla progressiva affermazione delle combination therapy. 

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