Rapporto Censis 2017

Come cambia il rapporto con i media secondo il Censis

Qualche giorno fa è stato pubblicato dai sociologi del Censis l’annuale Rapporto sulla Comunicazione. Come sempre, è stato fonte di numerosi e interessanti dati, alcuni dei quali permettono di trarre qualche osservazione sullo scenario mediatico italiano. I trend sono noti da tempo, la TV rimane il punto di riferimento, il web continua a crescere, la carta stampata è drasticamente in calo.  Tuttavia, è bene ricordarlo, persiste una frattura generazionale tra millennials (termine ormai più che abusato per descrivere la generazione nata tra il 1979 e il 2000) e le fasce di età più anziane.

In generale, per quanto riguarda il consumo dei media, la TV la fa ancora da padrona. La fruizione rimane stabile, con un 95,5% di spettatori sul totale della popolazione. Internet cresce, seppur rallentando anno su anno, e si attesta al 75,2%. Continua invece il triste e inesorabile calo della carta stampata: nel 2016, solo il 35,8% degli italiani ha letto dei quotidiani. Come indica il rapporto, questo dato è un sintomo della mancata integrazione con il mondo digitale, che nel mercato italiano è un dato particolarmente rilevante.

La TV domina anche nel modo di informarsi. Per il 60,6% degli italiani il principale mezzo di informazione è il telegiornale, seguito da Facebook con il 35%. In questo però si evidenzia una prima differenza tra giovani e adulti. Per la coorte dei giovani tra i 14 e i 29 anni, la situazione cambia: i telegiornali si abbassano al 53,9% mentre Facebook cresce al 48,8%. Non solo, i quotidiani risultano essere scelti solamente dal 5,6% dei millennials. Per inciso, sul totale pesano il 14,2%, cifre comunque molto basse.

Due dei dati più rilevanti, soprattutto per chi opera nel mondo digitale, riguardano però i media e le figure ritenute più influenti. Nel primo caso, a risultare il media più influente per il totale della popolazione è, ancora una volta, la televisione (28,5%), seguito da social media e internet, rispettivamente al 27,1% e 26,6%. Le cifre però cambiano se ad essere presi in considerazione sono gli under 30. Internet, con il 29,3%, è il mezzo d’informazione più influente, seguito dai social media (26,7%) e televisione (22,5%). 

Rapporto sulla comunicazione censis media più influenti

Il secondo dato, invece, riguarda il contesto dei media: i giornalisti competenti sono considerati influenti e quindi meritevoli di ascolto per il 12,8% della popolazione, ma solo dal 5,9% degli under 30. Comparando queste cifre con quelle relative a figure come blogger, influencer e youtuber, si nota un calo da parte del pubblico più senior (10,8%), ma un aumento, al 9,9%, per i millennials

Rapporto sulla comunicazione censis figure più influenti

Questi dati aiutano a capire come effettivamente in Italia, ma non solo, la frattura generazionale esiste anche sul consumo e sulla percezione dei media. Se per i giovani internet è il media più autorevole, per la popolazione adulta persiste, nonostante il trend sia in discesa, l’influenza dei canali tradizionali. Il discorso si ampia se si inserisce la variabile fake news all’equazione. Circa il 45% sostiene di aver creduto a informazioni lette su internet poi rilevatesi false. Una percentuale chiaramente molto alta. Per contrastare questo problema sono necessarie azioni concrete. Ad esempio, negli USA è partita da poco una campagna anti fake news guidata dall’associazione “The News Media Alliance”, che unisce duemila editori. Questo mette in luce l’interesse da parte dei media tradizionali a contrastare il fenomeno. Resta infine da capire chi sia l’utente che casca nelle fake news. Chiaramente sono i giovani ad essere maggiormente condizionabili dal web, dai social e dai vari influencer, ma è anche vero che sono proprio loro ad avere maggior dimestichezza con questi mezzi. Non solo, i giornalisti dovrebbero cercare di guadagnare maggior autorevolezza sul pubblico magari sfruttando i social media in modo più innovativo e meno fine a se stesso.

American Chamber of Commerce in Italy