App e Salute

Un’app traduce le emoticon per aiutare chi soffre di afasia

Grazie a un’app in grado di tradurre le emoticon in testo (e viceversa) chi soffre di afasia avrà un aiuto in più per comunicare.

L’afasia (dal greco φασία, cioè mutismo) consiste nella perdita della capacità di comporre o capire il linguaggio ed è dovuta a lesioni delle aree del cervello che servono alla sua elaborazione. L’afasia può intaccare vari aspetti del linguaggio: comprensione, produzione, ripetizione e strutturazione.

La malattia si può manifestare in vari modi: può venire meno la capacità di riconoscere una parola o di scegliere quella adatta. Una parola può essere sostituita con un’altra di significato diverso ma della stessa famiglia (“ora” invece di “orologio”), oppure può essere usata una parola sbagliata ma dal suono simile a quella giusta (“corro” invece di “porro”), o una parola completamente diversa e senza alcun legame apparente con quella corretta; può essere coinvolto solo il parlato, la capacità di ripetere una frase, la strutturazione di un discorso di senso compiuto o anche solo la capacità di scrivere.emoji

Un sostegno per coloro che soffrono di questa patologia, oggi arriva da un’app, Wemogee, che è in grado di tradurre le emoticon, ovvero le faccine che si usano nelle chat, in testo e viceversa. Il suo dizionario è stato sviluppato con l’aiuto di una logopedista e comprende oltre 140 frasi relative ai bisogni primari così come alla sfera affettiva, con le frasi prevedibilmente più utili per le comunicazioni dei pazienti.

Come funziona effettivamente l’app? Semplice: le persone afasiche sceglieranno ciò che vogliono comunicare tra un panel di opzioni visive, inviando la sequenza di emoticon selezionata al destinatario non afasico. Questi riceve il messaggio come testo e potrà rispondere utilizzando parole scritte e, grazie ad un processo analogo, il paziente afasico riceverà la comunicazione in forma di emoji.

Inoltre, l’app funziona, oltre che da traduttore, anche come strumento di riabilitazione: dispone infatti di una funzione ‘display’, che permette di visualizzare su un unico dispositivo la frase selezionata, sia in forma emoji, sia in forma testuale. Il paziente, in questo modo, potrà comunicare con altre persone anche dal vivo, con il supporto del proprio smartphone.

Maggiori dettagli qui: http://www.repubblica.it/salute/2017/04/11/news/afasia_app_emoticon-162744034/