Futuro della comunicazione

Cosa aspettarsi in futuro dalla comunicazione

Ecco quali saranno in futuro i trend rilevanti nel mondo della comunicazione.

Di articoli e classifiche sui futuri trend della comunicazione se ne possono trovare a decine, quasi tutti uguali e con pochi spunti rilevanti. L’European Communication Monitor, recentemente giunto alla sua undicesima edizione, ha un’importanza decisamente diversa. Commissionato da EUPRERA e EACD, questo sondaggio si basa sulle risposte di più di 3000 professionisti nel settore della comunicazione sparsi per i principali Paesi europei. Per questo, capire e analizzare i dati raccolti può aiutare a intercettare i bisogni futuri del mercato e le tendenze che i protagonisti della comunicazione ritengono essere più rilevanti al momento. La survey ha prodotto dieci punti, ma sono soprattutto i primi cinque a essere particolarmente interessanti.

european communication monitor 2017

La comunicazione digitale e i social media. Per il 37,5% dei comunicatori, l’importanza di adattarsi all’evoluzione del web e dei social media è il secondo argomento più determinante nel futuro. Ma non solo, il 90,4% considera i social media come Facebook e Twitter il canale principale per comunicare con il proprio pubblico o con gli stakeholder. Ma è fondamentale capire l’importanza del “come” stare su questi canali. Dal sondaggio appare chiaro che nonostante questo grande risalto, i media tradizionali sono lontani dall’essere poco influenti. Anzi, nuovi e vecchi media devono essere utilizzati in modo complementare, così da poter avere un risultato migliore, visto che soprattutto le media relations con quotidiani e magazine tradizionali risultano ancora fondamentali.

La strategicità della comunicazione visuale. Per il 94,4% degli intervistati la comunicazione visuale sarà uno dei principali trend nell’immediato futuro. Non è un dato sorprendente, il web e i social media negli ultimi tre anni hanno avuto un’invasione di video e immagini. Fondamentale sarà anche rendere visualizzabile i dati con conseguente importanza delle infografiche. Tuttavia, solo uno su 10 ritiene di avere le capacità per poter svolgere questo tipo di funzioni: è chiaro che in questo caso la formazione personale sarà sempre più importante e sfruttabile.

Arrivano i social bot. Ovvero algoritmi in grado di produrre contenuti sociali e interagire con l’utente in modo automatico, cercando di essere quanto più “umani”. Questi programmi hanno raggiunto l’opinione pubblica grazie al dibattito sviluppatosi durante le ultime elezioni negli Stati Uniti e in Europa. Nonostante vengano visti come una possibile opportunità, il 73,2% esprime un giudizio negativo, osservando che i bot potranno presentare in futuro diversi problemi di tipo etico.

Infine, l’ipermodernità. È questo concetto che, forse, è in prospettiva quello a cui prestare più attenzione. Per la maggioranza dei professionisti (71,5%), oggi viviamo in una fase di trasformazione culturale che ci porterà verso una società basata su tre punti: iper cambiamento, iper consumismo e iper individualismo. Sarà proprio questo contesto a rappresentare la sfida del domani, quella di intercettare e creare nuovi modi di comunicare attraverso i canali che maggiormente riusciranno a capire i bisogni del pubblico di riferimento.