Sanità 4.0

Sanità 4.0: quali prospettive per l’Italia?

È giunto alla seconda edizione il report Future Health Index e anche quest’anno fornisce numerosi spunti di riflessione e approfondimento. Un’analisi della situazione italiana.

È giunto alla seconda edizione il report “Future Health Index” e anche quest’anno fornisce numerosi spunti di riflessione e approfondimento. La ricerca, commissionata da Philips, ha come obiettivo quello di “analizzare percezioni, esigenze e comportamenti di pazienti e professionisti sanitari” nei confronti della Connected Care. Questo termine fa riferimento a tutte quelle tecnologie in grado di poter condividere informazioni nelle varie ramificazioni del sistema sanitario. Concretamente, fanno parte della categoria i dispostivi wearable come smartwatch e fitness tracker, dispositivi medici abilitati all’IoT (Internet of Things) e infine software che permettono una comunicazione protetta e criptata tra medici e ospedali. 

Lo studio è focalizzato sullo scenario internazionale, ma è soprattutto il focus sul nostro Paese a interessarci. Osservando lo scenario si possono trovare diversi punti critici ma anche molte opportunità. Da una parte si va sempre più verso una generale riduzione e razionalizzazione dei costi nella sanità, nonostante l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche siano due trend consolidati. Dall’altra, però, le persone hanno una crescente attenzione per la propria salute, e questo crea opportunità per lo sviluppo di strategie di prevenzione facilitate dalla diffusione della tecnologia 4.0 in tutti gli ambienti sanitari.

In Future Health Index 2017generale, sia cittadini sia i professionisti sottostimano la qualità dell’accesso all’assistenza sanitaria loro offerto. Tuttavia, in Italia esiste un gap considerevole per quanto riguarda l’integrazione del sistema sanitario, cosa per altro percepita dal campione del report. Buone notizie arrivano se viene presa in considerazione la Connected Care. L’Italia risulta essere uno dei Paesi in cui l’adozione di questo tipo di tecnologie è più alta (70.8 rispetto a 57.8 di media). Nonostante questo dato positivo, gli intervistati indicano ancora grossi limiti nella conoscenza di questi temi, pur riconoscendone l’importanza in particolare per il futuro. I cittadini hanno aspettative collegate soprattutto alla diagnosi clinica, speranza auspicata anche dai 
professionisti, che però vedono un miglioramento sia per l’assistenza domiciliare sia per il trattamento generale delle patologie. FutureHealthIndex2017

Dall’analisi emerge che il 66% dei professionisti sanitari intervistati ha utilizzato almeno una volta una tecnologia Connected Care, dato che cresce tra i medici più giovani. Nei cittadini, invece, il dato è limitato al 29%. Tuttavia, questo non solo cresce tra i giovani, ma anche tra chi soffre di una patologia. L’utilizzo è soprattutto correlato al monitoraggio di parametri cardiovascolari, a riposo e durante l’attività fisica, e delle abitudini alimentari. La prevenzione è quindi il primo obiettivo di chi sceglie di usare la tecnologia 4.0. Infine, è da considerare come positivo che solo il 13% dei cittadini intervistati si indicano come restii all’utilizzo di questi prodotti e servizi. Tuttavia, se addirittura il 96% del campione ritiene che sia abbastanza o molto importante che il sistema sanitario sia integrato, nella realtà la Connected Care non è ancora un’opportunità completamente colta.

In futuro, quindi, sarà necessario riuscire a mantenere le alte aspettative sia dei professionisti sia dei cittadini. Indubbiamente non esistono scenari in cui la sanità 4.0 non diventerà lo standard di fatto, ma è importante fin da subito superare le diffidenze e cercare di sviluppare una sincronia tra pubblico e privato per riuscire a creare un sistema che sia effettivamente capace di affrontare le sfide future, cogliendo appieno le tante opportunità fornite dalle nuove tecnologie.

Per leggere tutti i dati e i risultati del Future Health Index 2017 clicca qui.

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